Previdenza pubblica e previdenza complementare: quali prospettive?

Previdenza: vantaggi della previdenza complementare e impatto della spesa pensionistica sul PIL

La ragione principale per cui alla previdenza obbligatoria viene affiancata la previdenza complementare risiede nel fatto che il rapporto fra la prima annualità della pensione e l’ultimo reddito annuo prima della pensione (tasso di sostituzione), è sempre più basso.

di Davide Giudice

Il sistema di previdenza obbligatorio pubblico è stato testimone di numerosissimi interventi normativi per la necessaria esigenza di frenare l’eccessivo impatto degli oneri sociali e sanitari rispetto al PIL, che impediva al nostro paese di ottemperare agli impegni assunti nei confronti delle istituzioni europee in vista dell’avvicinarsi dell’unione monetaria. Alla luce di un debito pubblico sempre più pesante, la funzione previdenziale affidata alle strutture pubbliche ha trovato il proprio limite nelle risorse disponibili. È nata così l’esigenza di un sistema a “struttura binaria” dato dall’integrazione e dall’interrelazione degli strumenti pubblici con quelli privati.

Lo Stato, per favorire chi decide di costruirsi una pensione integrativa privata, ha introdotto una serie di agevolazioni fiscali le cui caratteristiche rendono i prodotti assicurativi previdenziali più interessanti rispetto ad altri strumenti d’investimento ed utili tanto alle persone fisiche quanto giuridiche.

VANTAGGI PERSONE FISICHE

Tra i vantaggi si include la deducibilità fiscale, dal reddito dichiarato, dei contributi versati alle forme pensionistiche complementari. La deducibilità massima consentita è di € 5.164,57 all’anno. I contributi versati in tal modo riducono il reddito imponibile e danno origine ad un risparmio sotto forma di minori imposte IRPEF.

Ne deriverà per l’aderente un’opportunità fiscale che varia in funzione del livello del reddito.

Si riportano di seguito alcuni esempi di deducibilità sulla contribuzione e il conseguente risparmio fiscale che ne derivi.

Scaglioni IRPEF

Aliquota Irpef

Importo contribuzione versato

Risp. Fiscale

Spesa effettiva

da 0 a 15.000 €

23%

€   5.164,57

€     1.188,00

€    3.977,00

da 15.000,01 a 28.000 €

27%

€   5.164,57

€      1.394,00

€    3.770,00

da 28.000,01 a 55.000 €

38%

€   5.164,57

€      1.963,00

€    3.202,00

da 55.000,01 a 75.000 €

41%

€   5.164,57

€      2.117,00

€    3.047,00

oltre 75.000 €

43%

€   5.164,57

€      2.221,00

€    2.944,00

A questo risparmio fiscale si dovrà poi ulteriormente aggiungere il guadagno derivante dall’investimento finanziario del prodotto assicurativo previdenziale prescelto.

Stando ai dati statistici diffusi della COVIP, l’autorità amministrativa indipendente, che ha il compito di vigilare sul buon funzionamento del sistema dei fondi pensione a tutela degli aderenti e dei loro risparmi destinati a previdenza complementare, emerge che sempre più persone hanno acquisito consapevolezza della necessità di costruire una pensione integrativa.  Grazie anche al recente apporto di talk show e quotidiani che incalzano parte dell’opinione pubblica di notizie pensionistiche discutendo di flessibilità in uscita, la misura Ape (l’acronimo di Anticipo pensione) o di RITA (l’acronimo di Rendita integrativa temporanea anticipata). Ma tutto questo non riguarda i giovani essendo tutte disposizioni a favore dei pensionandi.

E una nota dolente del nostro sistema previdenziale è rappresentata appunto dalla scarsa adesione dei giovani alle forme pensionistiche complementari. 

In questo contesto di redditi bassi e flessibilità, consentita dai contratti a termine e dai contratti di somministrazione, molti giovani ritengono di sostenere già elevati costi in termini di discontinuità economica ed occupazionale.

Nonostante la crescita delle adesioni neanche 1 lavoratore su 3 è coperto da previdenza complementare e tra i giovani solo 1 su 5.

L’analisi dei dati conferma da parte loro una cattiva conoscenza del pianeta pensioni e una forte diffidenza per la previdenza complementare. Le nuove generazioni, inoltre, hanno scarsa consapevolezza dei rischi che corrono nel ritardare l’adesione a una forma di previdenza complementare.

Diventa indispensabile per le giovani generazioni aderire alla previdenza complementare soprattutto in rapporto alle specifiche agevolazioni fiscali per i lavoratori di prima occupazione successiva al 1 gennaio 2007.

Cosa prevede la normativa?

Così come previsto dall’’articolo 8, comma 6, del dlgs 252/2005 si prevede che ai lavoratori di prima occupazione successiva al 1 gennaio 2007 e, limitatamente ai primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari, è consentito, nei venti anni successivi al quinto anno di partecipazione a tali forme, di dedurre dal reddito complessivo contributi eccedenti il limite di 5.164,57 euro pari alla differenza positiva tra l’importo di 25.822,85 euro e i contributi effettivamente versati nei primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche e comunque per un importo non superiore a 2.582,29 euro. In sostanza, l’importo massimo annuale complessivamente deducibile (a partire dal 6 anno successivo a quello di iscrizione) sale per questi lavoratori a 7.746,86 euro.

I lavoratori prima occupazione, secondo i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate arrivati con la risoluzione n. 131/2011, sono coloro che prima del 1° gennaio 2007, non hanno alcuna posizione contributiva aperta. Tutti i lavoratori che alla data del 1.1.2007 non avevano una posizione INPS aperta sono considerati di prima occupazione e quindi beneficiari potenziali della maggiore deducibilità dei versamenti effettuati per la pensione integrativa e quindi dei contributi complementari.

Schema opportunità di deducibilità fiscale ai lavoratori di prima occupazione

Esempio:

Supponiamo che un lavoratore abbia iniziato la sua prima occupazione nel 2011 e aderisca alle agevolazioni prima occupazione, pagando contributi complementari per una pensione integrativa, nei seguenti anni pari a:

  • Anno 2012 = 300,00 euro;
  • Anno 2013 = 500,00 euro;
  • Anno 2014 = 700,00 euro;
  • Anno 2015 = 800,00 euro;
  • Anno 2016 = 1.000,00 euro,

Rispetto alla deduzione totale che gli sarebbe spettata, nei primi cinque anni, (5.164,57 X 5 = 25.822,85 euro) il totale complessivo dei contributi versarti e regolarmente dedotti è stato di 3.300,00 euro.

A partire però dal 6° anno, ossia, dal 2017 in poi in base al nostro esempio, il lavoratore può fruire del bonus fiscale di 22.422,85 euro, o meglio della differenza tra la deduzione complessiva spettante e quella già fruita, per cui 25.822,85 – 3.300,00.

Il diritto al bonus, può quindi essere esercitato al massimo entro i successivi 20 anni, ossia, dal 6° al 25° anno per un importo annuo massimo, oltre il limite dei 5.164,57 euro, di 2.582,29 euro.

Successivamente al quinto anno, a plafond costituito il lavoratore può cominciare a usufruire dell’agevolazione che, in sostanza, è rappresentata dalla possibilità di dedurre una quota di contributi (destinati alla previdenza integrativa) superiore al limite di legge, ossia oltre 5.164,57 e fino a 7.746,86 euro (poiché vale l’altro limite annuale, fissato dalla legge, pari a euro 2.582,29).

VANTAGGI PERSONE GIURIDICHE

Sempre più le aziende si stanno accorgendo di quanto sia importante mantenersi attrattivi rispetto al mercato del lavoro. In un contesto economico nel quale la crisi tende in qualche misura a congelare le iniziative e gli investimenti volti all’inclusione del talento, diventa ancora più strategico tenere alta l’attenzione allo sviluppo del talento interno, pur consapevoli che più aumenta la professionalizzazione dei giovani, più aumenta la loro attrattività da parte del mercato esterno. Le aziende potrebbero affiancare le Università nel costruire una offerta formativa coerente con l’idea di apprendimento lungo l’intero ciclo di vita. In questo modo le Organizzazioni private potrebbero avere non solo un accesso privilegiato al mercato dei giovani talenti, efficientando quindi il processo di recruitment, ma anche garantirsi innovazione e crescita continui.

 

Contributo già apparso su rivista di settore Editore Ecomatica Srl

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