Nuovi contatti Usa-Cina, ma le Borse procedono deboli – Repubblica.it

MILANO – Prosegue l’ottimismo su un possibile avvicinamento Usa-Cina, anche se i mercati oggi hanno preferito mantenersi cauti e in posizione attendista. Questa mattina il vicepremier cinese Liu He ha avuto una conversazione telefonica con le controparti Usa, il rappresentante per il Commercio Robert Lighthizer e il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, e da entrambi i fronti sarebbe emersa la volontà di risolvere le questioni ancora aperte e di chiudere l’intesa il prima possibile.

Dopo i rialzi di inizio settimana, le Borse sono rimaste alla finestra nonostante queste nuove indicazioni distensive tra le due superpotenze economiche. Milano riesce a chiudere in rialzo dello 0,37%, migliore in Europa con Enel incerta dopo la presentazione del nuovo piano. Deboli le altre principali Piazze: Londra riesce a tenere a +0,09%, Francoforte scivola dello 0,08% e Parigi cresce dello 0,08%. Si rafforza Wall Street dopo un avvio debole: alla chiusura delle Borse Ue, il Dow Jones sale dello 0,2% come lo S&P500 e il Nasdaq avanza dello 0,3%. C’è odore di nuovi record per i listini americani.

Segno più sui listini asiatici, con Tokyo che ha chiuso in rialzo dello 0,35%. A Hong Kong ha brillato invece Alibaba, che al suo esordio sulla piazza finanziaria asiatica guadagna il 6,59%.

Andamento in lieve aumento per lo spread: il differenziale termina la seduta a 154 punti con il rendimento del titolo decennale all’1,16%. Il Tesoro ha collocato oltre 2 miliardi di titoli di Stato a medio lungo termine: si tratta della terza tranche di Ctz a 24 mesi (scadenza 29 novembre 2021) per 1,75 miliardi con un rapporto di copertura di 1,82. I tassi sono in rialzo e si collocano al -0,033%. E’ stata inoltre collocata la 32esima tranche di Btpei a 30 anni (scadenza 15 settembre 2041), pari a 660 milioni. Anche in questo caso la domanda era stata sostenuta, pari a 971 milioni con un rapporto di copertura di 1,47. Il tasso di rendimento è salito all’1,02%.

Chiusura stabile per l’euro al termine di una giornata con pochi spunti. La divisa unica europea viene scambiata a circa 1,1015 contro il dollaro e a 120,10 contro lo yen. A 109,05 il cross tra il biglietto verde e la divisa nipponica.

Nell’agenda macroeconomica si segnalano i dati Istat sul commercio estero extra Ue: l’avanzo italiano di ottobre è salito a 6 miliardi, frutto di un marcato aumento congiunturale dell’export (+6,1%) a fronte di una contrazione delle importazioni del 3,9 per cento. Sempre l’Istituto nazionale di statistica ha registrato una inversione, relativa al 2018, della produttività del lavoro che è diminuita dello 0,3%, a fronte di una crescita delle ore lavorate (1,3%) superiore a quella del valore aggiunto (1,0%).

Negli Stati Uniti, l’indice del Conference Board sulla fiducia dei consumatori Usa è sceso per il quarto mese consecutivo a novembre. L’indicatore si è attestato a 125,5 punti, contro i 126,1 di ottobre. L’indice sulla situazione attuale è sceso da 173,5 a 166,9 punti, quello sulle attese è invece aumentato da 94,5 a 97,9. Sotto le stime anche l’andamento delle vendite di case nuove, -0,7% a ottobre.

Stabili le quotazini del petrolio.I contratti sul greggio Wti con consegna a gennaio passano di mano a 57,98 dollari al barile mentre il Brent è a quota 63,64 dollari. Cautela sull’oro che è poco mosso sui mercati asiatici: passa di mano a 1.453 dollari l’oncia (-0,1%).

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26 Novembre 2019
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