Nuova schiarita sui dazi, lo yuan vola. Borse europee poco mosse – Repubblica.it

MILANO – Le Borse consolidano i guadagni delle ultime sedute, dopo le indiscrezioni pubblicate dal Financial Times, secondo cui il governo americano potrebbe rimuovere i dazi al 15% imposti lo scorso primo settembre su circa 112 miliardi di beni cinesi importati. Indicazioni che in mattinata hanno contribuito a spingere ulteriormente al rialzo anche i listini asiatici, con Tokyo (ieri chiusa per festività) che ha chiuso in rialzo dell’1,76% beneficiando anche della seduta da record di ieri di Wall Street.

In Europa, dopo la corsa della vigilia le Borse si confermano positive ma senza grandi strappi. Milano segna un progresso finale dello 0,23%. Bene Intesa Sanpaolo che ha pubblicato i conti dei nove mesi, mentre si segnalano possibili tentativi di ricomposizione della frattura tra Mediaset e Vivendi. Ritraccia Ferrari, dopo la corsa della vigilia. In linea gli altri principali listini europei: Francoforte sale dello 0,09% in chiusura, a Parigi il Cac40 aggiunge lo 0,39% e a Londra l’indice Ftse100 segna un +0,31%.

Wall Street si stabilizza dopo i nuovi livelli record toccati ieri. Alla chiusura dei mercati europei i principali indici americani sono contrastati: il Dow Jones sale dello 0,12%, lo S&P scivola dello 0,07% mentre il Nasdaq sale dello 0,13%. Menzione, ma per l’andamento fortemente negativo, per Uber: la società degli autisti fai-da-te ha riportato una perdita superiore al miliardo di dollari, nonostante i ricavi siano balzati del 30%, e il titolo perde l’8 per cento.

Tra le valute, l’euro chiude sotto quota 1,11 dollari e lo yuan cinese va in rally con le prospettive di ‘cessate il fuoco’ sulla guerra dei dazi. La valuta unica passa di mano a 1,1075 dollari e 120,79 yen. Il dollaro/yen avanza a 109,09. Lo yuan passa di mano a 7,009 sul biglietto verde dopo un minimo da agosto di 6,985. In lieve calo lo spread: a fine giornata si porta a 131 punti con il rendimento del titolo decennale italiano intorno all’1%.

Tra i dati macroeconomici, si espande a passo lento il settore dei servizi in Cina. Nel mese di ottobre l’indice PMI stilato dalla società privata Caixin è sceso a 51,1 punti, in linea con le previsioni e in flessione rispetto ai 51,3 punti di settembre. Nella sua nota mensile sull’andamento dell’economia invece l’Istat evidenzia che in una fase di incertezza globale prosegue la fase di lieve crescita. Ad ottobre inoltre è proseguita la tendenza alla stabilizzazione dell’indicatore anticipatore Istat, che è rimasto compatibile “con uno scenario di mantenimento degli attuali livelli produttivi”. L’inflazione rallenta ancora nell’area Ocse, scendendo all’1,6% su base annua a settembre dall’1,9% di agosto. Dagli Usa, infine, l’indice Ism sul settore dei servizi ad ottobre sale a 54,7 punti battendo le aspettative.

L’ottimismo sui negoziati Usa-Cina fa bene anche al petrolio. Quando terminano le contrattazioni del Vecchio continente, il greggio Wti sale dello 0,6% in area 57 dollari al barile mentre il Brent sale dell’1% a 62,7 dollari. Dai massimi di aprile il passivo rimane comunque del 15% a causa delle tensioni per la guerra commerciale. La distensione generalizzata fa perdere posizioni all’oro: il lingotto spot cala dell’1,7% a 1.482 dollari l’oncia.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA

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5 Novembre 2019
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