Messina (Intesa): «Debito pubblico non a rischio»

le modifiche all’esm

«Ritengo che il debito pubblico del nostro Paese non corra alcun rischio di sostenibilità. Per questo motivo non vediamo ragioni per cui la modifica delle modalità di funzionamento dell’Esm incida sulle nostre politiche di investimento relative ai titoli di Stato italiani». Lo dice Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo

di Al.G.

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«Ritengo che il debito pubblico del nostro Paese non corra alcun rischio di sostenibilità. Per questo motivo non vediamo ragioni per cui la modifica delle modalità di funzionamento dell’Esm incida sulle nostre politiche di investimento relative ai titoli di Stato italiani».

Martedì 20 a mercati chiusi, rispondendo alla domanda di un cronista dell’Ansa a Roma, il ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina prova a riportare la calma sul versante banche-BTp al termine di una giornata che ha visto lo spread col Bund risalire fino a un massimo di 168 punti nel corso delle contrattazioni.

Le parole del numero uno della prima banca italiana si differenziano da quelle del presidente dell’Abi Antonio Patuelli che nella mattinata di mercoledì 20 aveva ventilato un possibile disimpegno delle banche italiane dai BTp in caso di nuove clausole penalizzanti derivanti dalla riforma del fondo Salvastati e dell’Unione bancaria (se venisse accolta la proposta tedesca).

«Noi siamo liberi di comprare titoli sovrani, non abbiamo un vincolo di portafoglio – è stato il commento di Patuelli – e in questa fase abbiamo circa 400 miliardi di debito pubblico italiano (nei bilanci delle banche – ndr): il problema è che cosa fa la Repubblica italiana per tutelare il debito pubblico, non si tratta di debito delle banche e se le condizioni relative al debito pubblico alterano o per maggiori assorbimenti o per elementi che favoriscono sinistri è chiaro che le banche sottoscriveranno meno debito pubblico, non li compreremo più».

Di diverso avviso Messina che, nel garantire la continuità di investimento in titoli sovrani di Intesa Sanpaolo, rivolge un messaggio ai grandi investitori esteri della banca che, a loro volta (da Blackrock in poi), sono sottoscrittori diretti di titoli di Stato italiani. Le rassicurazioni sulla sostenibilità del debito italiano, nelle parole di Messina, non devono però interrompere le riforme di cui il Paese ha bisogno «E’ evidente – ha aggiunto il ceo di Intesa Sanpaolo – che la priorità per l’Italia è quella di proseguire nelle riforme strutturali a sostegno della crescita e in politiche fiscali mirate alla riduzione del debito».

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21 Novembre 2019
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