Mercato Aim, riflessioni dopo il caso Bio-On

Il caso Bio-on e il mercato AIM. Qualche riflessione sul tema.

Aim Italia, cosa è e come il caso Bio-On ha messo in crisi miglia di risparmiatori.

di Giulio Scaccia

L’Aim Italia è il mercato di Borsa Italiana dedicato alle PMI, caratterizzato da requisiti flessibili in fase di ammissione ed adempimenti informativi ex post (ad esempio per quel che concerne le trimestrali). Aim Italia è un acceleratore dei progetti di crescita e competitività delle PMI, rispondendo agli obiettivi delle società di raccolta di capitale, visibilità, standing e controllo dell’impresa.

Questo mercato è un mercato gestito da Borsa Italiana Spa. I benefici della quotazione in questa pagina di Borsa Italiana Spa potete leggerli direttamente: https://www.borsaitaliana.it/azioni/mercati/aim-italia/perche-aim-italia/percheaimitalia.htm 

La procedura di ammissione all’indice Aim, è leggera e veloce, non c’è limite di capitalizzazione e il flottante può essere anche il 10% della capitalizzazione.  Per l’ammissione non è necessaria la pubblicazione del prospetto informativo e l’esame della Borsa italiana si limita alla verifica di completezza e correttezza della domanda di ammissione.

Forse il mercato Aim è per molti, ma non per tutti: sul caso Bio-on, la società bolognese di bioplastiche finita nel mirino della magistratura con l’accusa di false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato, che ha portato a perdite complessive di 400 milioni di euro per i risparmiatori. Le associazioni dei consumatori sono pronte a dare battaglia, in prima fila il Codacons che si prepara a fornire assistenza ai diecimila risparmiatori della società danneggiati dalle perdite registrate dal titolo e dagli illeciti su cui indaga la magistratura.

Per tale motivo i risparmiatori che si ritengono danneggiati da Bio-on, si raduneranno il prossimo 6 novembre a Bologna, nel corso dell’assemblea indetta dal Codacons durante la quale l’associazione spiegherà l’iter da seguire per avviare le richieste di rimborso dei soldi perduti.

Il caso Bio-On ha acceso i riflettori sull’Aim, perché il listino di Borsa dedicato alle Pmi ha regole volutamente più blande rispetto al listino principale. Il rischio che sta emergendo, però, è che il controlli sia blando. Ma Jerusalmi respinge al mittente qualunque dubbio in un articolo apparso su Il Sole 24 ore:

L’Aim ha regole diverse rispetto al listino principale al momento della quotazione di un’azienda, ma successivamente i controlli nella sostanza sono gli stessi. Se vanno bene sul listino principale, non vedo perché non debbano funzionare anche sull’Aim.

Continua Jerusalemi:

Ogni anno facciamo una revisione regolamentare del mercato e quest’anno non farà eccezione. Stiamo ragionando, ma non posso anticipare su cosa perché ne discuteremo prima in seno all’advisory board, l’organismo che raggruppa tutte le associazioni di categoria interessate: Assogestioni, Assonime, Assosim, Aifi, Abi e Confindustria. Ma sono ragionamenti che stavamo facendo anche prima del caso Bio-on. Chi lega questo caso alla mancanza di regole, sbaglia.

Sui precedenti del caso Bio-on, consigliamo questo bel pezzo sempre su Il Sole 24 Ore: https://www.ilsole24ore.com/art/da-parmalat-fino-bio-on-trucchi-all-italiana-attivi-bilancio-e-colpe-revisori-ACa0b9t

Certo è che se è vero che sul mercato AIM possono accedere solo investitori autorizzati, ciò vale per tutti i mercati gestiti da Borsa Italiana s.p.a. E se le informazioni sono meno pressanti rispetto alle società quotate sul listino MTA, come si può dire che i controlli sono gli stessi?. E come è vero questo, chi ha acquistato strumenti sul mercato AIM tra i piccoli risparmiatori, era consapevole del possibile rischio?

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