Manovra, Meloni: “Tutta minacce e tasse”. Ecco la contro-Finanziaria di Fdi

“L’Emilia Romagna rischia di essere una delle Regioni più tartassate da un governo che sta facendo una manovra tutta minacce, manette tasse e sprechi. Legge di bilancio che è una dichiarazione di guerra contro chi produce e lavora. Non c’è niente che riguarda la crescita e la creazione di posti di lavoro”.

Al  teatro EuropAuditorium di Bologna durante l’evento “l’Italia che pensa in grande” sulla legge di bilancio, Giorgia Meloni presenta la contro-manovra di Fratelli d’Italia, sottolineando come quella che è attualmente in discussione in Parlamento è una finanziaria “della sinistra che crea deficit, mette nuove tasse e non crea investimenti”.

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Maggiore equità sociale, più crescita e investimenti e maggiori risorse per il bilancio pubblico attraverso l’introduzione della web tax e la lotta ai grandi evasori, sono le priorità che il partito della Meloni fissa nella sua contro-proposta nel disegnare la principale legge di politica economica dello Stato. Priorità da realizzare con l’abolizione del reddito di cittadinanza (da sostituire con forme di sostegno ai “veri bisognosi e a famiglie e a natalità”), il ricorso al deficit solo per investimenti per creare più infrastrutture, tutelare il territorio e la sicurezza e la tutela della libertà d’impresa grazie all’alleggerimento fiscale e burocratico, alla difesa del Made in Italy e delle nostre industrie strategiche. 

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Gli emendamenti di Fdi alla legge di bilancio presentati da Fdi in Parlamento

Il vicepresidente vicario del gruppo, Isabella Rauti ha spiegato che “aiutare le famiglie, per noi è un tema indennitario. Asili nido gratuiti e aperti a tempo pieno. Non un welfare assistenziale ma inclusivo e sociale, secondo una visione di prospettiva contro gli algoritmi di genitore 1 e genitore 2“. Visione di prospettiva che “e’ essenziale anche sul piano industriale” dove, ha spiegato invece il senatore Adolfo Urso, “è in atto una colonizzazione predatoria delle nostre imprese con il rischio che l’Italia si trasformi in un museo a cielo aperto”.

 

Preoccupazione poi che si focalizza sull’ex Ilva, su cui FdI ha presentato un emendamento per ripristinare lo scudo penale, perchè “se fallisce salta tutto il settore metalmeccanico italiano”. Ma a preoccupare sono anche le infrastrutture anche se ha sottolineato il senatore Francesco Zaffini “in questa manovra non c’e’ nulla. Probabilmente perchè si ritiene non ci sia alcuna emergenza”. Un commento che si unisce alla bocciatura della plastic tax che “è tutto quello che non si deve fare”.

 

Il senatore Andrea de Bertoldi ha rilanciato invece la flat tax sui redditi incrementali denunciando come questa manovra “ignori le partite iva”. Infine, dall’incontro è emersa la necessità di tutelare il settore agricolo perchè come ha precisato il senatore Patrizio La Pietra “difendere questo settore significa proteggere la nostra identità che ci rappresenta nel mondo”.

Fdi

 

A margine dell’evento, la Meloni ha toccato infine anche gli argomenti di stretta attualità come la riforma del Mes, tema che gita la maggioranza e su cui domani il presidente del Consiglio Giuseppe Conte riferirà in Parlamento. Dall’informativa di Conte alle Camere “io aspetto che il presidente del Consiglio domani venga a smentire il ministro dell’Economia e ci dica che non è vero” che il Mes “è cosa fatta e che è inemendabile”, ha affermato la leader di Fdi.  

Ci aspettiamo che queste decisioni passino per il Parlamento della Repubblica italiana – ha aggiunto – come sempre accade su decisioni così importanti, altrimenti il premier dovrà spiegare perchè ha svenduto gli interessi degli italiani in cambio di che cosa. Su questo sarò molto chiara in aula domani e mi aspetto risposte altrettanto chiare”.

“Credo che dovrebbe cadere il governo sul Mes. Nel senso che se Di Maio ha un briciolo di dignità questo è il momento in cui lo deve dimostrare“, ha spiegato ancora la Meloni. “Basta proclami, Luigi Di Maio. I numeri in Parlamento ce li hai tu. Se non vuoi che il Mes venga sottoscritto devi dire che ritiri il sostegno del Movimento 5 Stelle dal governo” nel caso venga “sottoscritto il Mes. Basta fare i pagliacci – ha concluso Meloni – e fare finta di dire una cosa per poi farne un’altra. Se vuole essere coerente Luigi Di Maio ha una grande occasione per dimostrare che ha un briciolo di dignità“. 

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1 Dicembre 2019
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