Le rinnovabili cresceranno del 50% in cinque anni. Pressing sull’Ue per ridurre il consumo di acqua nell’energia – Repubblica.it


MILANO – Nel giro dei prossimi cinque anni, al traino del fotovoltaico installato sui tetti delle case private e sui capannoni industriali, la capacità produttiva di energia da fonti rinnovabili balzerà del 50%. Ne è convinta l’Agenzia internazionale per l’energia, che però solleva un problema: non sarà comunque abbastanza per fermare il riscaldamento globale. E un altro studio scientifico, questa volta prodotto dal Joint Research Centre dell’Unione europea, dice che il percorso potrà ancora accelerare quando i policymaker del Vecchio continente – e i cittadini – prenderanno coscienza di un altro fenomeno: che ad oggi l’acqua che serve ad ogni europeo per tenere accesa la luce un giorno arriva a riempire quattro vasche da bagno.

A tanto, ben 1.300 litri a testa, ogni giorno, ammonta infatti il fabbisogno di acqua assorbito dai processi di generazione di elettricità. E in questo panorama, il peso degli impianti a carbone, a gas o nucleari disseminati per l’Europa è determinante. Un fattore che – sintetizza Bloomberg – non può che accrescere la consapevolezza di urgenza per una rapida transizione verso fonti alternative. “L’Europa dovrebbe tenere in considerazione il consumo di acqua nel formulare le sue politiche energetichevolte a decarbonizzare e aumentare il ricorso alle rinnovabili nelle fonti energetiche”, ha scritto il team di ricerca guidato da Davy Vanham. D’altra parte, gli impianti a combustibili fossili e nucleari pesano per il 30% dell’acqua necessaria a produrre energia consumata in Europa, contro l’1,7% combinato delle rinnovabili quali eolico, solare ed idroelettrico (quello che sfrutta i corsi naturali, ovviamente diverso è il discorso per quel che riguarda la legna e l’idroelettrico formao con dighe e laghi artificiali).

Secondo l’Iea, a livello globale la capacità elettrica a fonte verde salirà di 1,2 terawatt (TW) entro il 2024, dai 2,5 TW dell’anno scorso, ovvero l’equivalente della totalità della capacità installata negli Stati Uniti. Il fotovoltaico peserà per circa il 60% di questa crescita, mentre l’eolico onshore (quello su terraferma) aggiungerà un altro 25% dei progressi. La quota complessiva delle rinnovabili nella generazione dovrebbe quindi passare dall’attuale 26% al 30%.

Rispetto alle prospettive tracciate l’anno scorso, spiega l’Agenzia, a far alzare l’asticella dello sviluppo delle rinnovabili sono stati i cali dei costi di produzione ma anche – si riconosce – alcune politiche governative più efficaci. “Le rinnovabili sono giò oggi la seconda fonte d’energia al mondo, ma il loro sviluppo deve ancora accelerare se vogliamo raggiungere obiettivi di lungo termine in tema di clima, qualità dell’aria e accesso all’energia”, ha spiegato Fatih Birol dell’Agenzia. “Con il calo dei costi – ha aggiunto – abbiamo un crescente incentivo a sviluppare la crescita del fotovoltaico”.

In molti Paesi, d’altra parte, già oggi il costo di una generazione diffusa di elettricità dai pannelli solari è sotto i prezzi elettrici della rete tradizionale. E secondo il rapporto i costi scenderanno ancora in un range compreso tra il 15 e il 35% nell’orizzonte al 2024, facendone la tecnologia più attraente. Il report non dimentica però di chiedere riforme dal punto di vista delle regole e delle tariffe, perché la crescita del pannello sia realmente sostenibile senza generare sbalzi nel mercato elettrico che alla fine rischiano di diventare costi maggiori per tutti.

 

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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26 Ottobre 2019
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