Le Borse di oggi, 29 luglio. Paura per i nuovi contagi, listini incerti: Milano -0,1%

MILANO – Seduta incerta per le Borse europee in attesa di conoscere il verdetto della Fed al termine di una riunione dalla quale ci si aspetta un governatore Powell impegnato a rafforzare i messaggi di supporto all’economia, senza iniziative dirette sui tassi. L’umore degli investitori è condizionato dall’esplosione di nuovi focolai di Covid in tutto il mondo, alimentando il timore che si riavvicini la temuta “seconda ondata”.

I listini del Vecchio continente si muovono così in ordine sparso: Milano cede lo 0,11%, in recupero nel pomeriggio ma appesantita dall’andamento di Saipem che viene anche sospesa in asta di volatilità al ribasso dopo la maxi-perdita semestrale. Stabili Intesa e Ubi, dopo che l’Ops lanciata dalla prima ha superato di slancio l’obiettivo dei due terzi del capitale aprendo la strada alla fusione. Londra termina invariata (+0,04%), Francoforte perde lo 0,12% e Parigi si mette in evidenza con un più robusto +0,61%. Entra nel vivo la pubblicazione dei conti trimestrali, con molte banche europee che hanno segnato a bilancio l’impatto di accantonamenti e svalutazioni.

Pià deboli gli indici asiatici in mattinata. Tokyo chiude gli scambi in rosso per il quarto giorno consecutivo, appesantita da Wall Street e dal rafforzamento dello yen e si ferma a -1,15%. Il mercato guarda soprattutto a stasera al termine della riunione del comitato di politica monetaria della Fed, anche se non ci si attendono decisioni sul fronte dei tassi. La Borsa americana oggi tratta in positivo: alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones sale dello 0,35%, lo S&P500 dello 0,75% e il Nasdaq dell’1,1%.

Giornata stabile per lo spread. Il differenziale tra Btp decennali e gli omologhi Bund tedeschi chiude poco sotto 150 punti base, dai 151 dell’apertura, con il rendimento del titolo italiano che resta stabile intorno all’1%. Il Tesoro ha collocato 7 miliardi di Bot semestrali, con tassi in calo. All’asta la domanda è stata molto sostenuta e pari a 12,47 mld con un rapporto di copertura di 1,78. Il tasso del rendimento è sceso a -0,276%, in calo di 5 punti base rispetto alla precedente asta e si è così riportato ai livelli pre-Covid di febbraio. L’euro chiude in rialzo vicino ai massimi da quasi 2 anni contro il dollaro. La divisa unica viene scambiata a circa 1,1770, non lontana dal top da 22 mesi di 1,1781 toccato nei giorni scorsi. La valuta europea guadagna terreno anche nei confronti dello yen a circa 123,70. Stabile a 105,10 il cambio tra il biglietto verde e la controparte giapponese.

Tra i dati macreoconomici di giornata si segnala il report sulle retribuzioni dell’Istat, secondo il quale la retribuzione oraria media, nei primi sei mesi dell’anno, è cresciuta dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2019. Sempre l’Istituto di statistica ha registrato un recupero dei prezzi alla produzione di giugno (+0,5%).

Sul fronte delle commodities, il petrolio si porta in rialzo a New York, dopo la diminuzione superiore alle attese delle scorte settimanali americane: le quotazioni salgono dello 0,76% a 41,35 dollari al barile. L’oro resta sotto quota 2000 dollari l’oncia a 1.953 dollari, dopo la corsa degli ultimi giorni motivata dalla ricerca di beni-rifugio da parte degli investitori e dal calo del biglietto verde.

Source link

30 Luglio 2020
Copyright © 2019 Ecoknowledge.it All rights reserved. | Sito realizzato da: SerraSimone