La raccolta dei gestori di fondi a novembre è positiva per 3,7 miliardi

risparmio gestito

Sono tornate in territorio positivo le gestioni patrimoniali (1,6 miliardi) , mentre quelle di portafoglio hanno incassato oltre 2 miliardi raddoppiando il risultato rispetto a ottobre. Patrimonio a quota 2280 miliardi con un incremento del 13,9% da inizio anno.

di Isabella Della Valle

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2′ di lettura

L’industria del risparmio gestito a novembre ha spinto sull’acceleratore con una raccolta netta positiva di 3,7 miliardi, molti di più rispetto al miliardo incassato a ottobre. Sono tornati in territorio positivo i fondi aperti nelle cui casse sono entrati 1,3 miliardi (-225 milioni il mese precedente). E con questo dato è salito oltre i 3 miliardi il saldo da gennaio. Molto sostenuto anche l’andamento dei mandati istituzionali, passati dai 735 milioni di ottobre agli attuali 1,8 miliardi che hanno portato le gestioni di portafoglio a rastrellare in totale 2,1 miliardi. Questo è quanto emerge dalla consuete statistiche mensili elaborate da Assogestioni sull’andamento del settore. In crescita anche il patrimonio complessivo salito a quota 2.280 miliardi, con un incremento del 13,9% da inizio anno e del 12,8 sui 12 mesi. Di questi il 49% fa capo alle gestioni collettive e 51 a quelle di portafoglio.

I fondi

Dall’analisi delle statistiche relative al segmento dei fondi aperti, da segnalare il recupero dei flessibili che dopo l’emorragia di riscatti registrata a ottobre (-1,9 miliardi), ha riagguantato l’attivo con un saldo di 246 milioni. Hanno più che dimezzato la raccolta, invece, i prodotti obbligazionari, passati da quasi 2 miliardi a 942 milioni, mentre si sono mantenuti più o meno stabili i bilanciati con circa 700 milioni. Segno più anche per gli azionari (643 milioni), nonostante il risultato sia di gran lunga inferiore alla precedente rilevaizone (1,1 miliardi). Per quanto riguarda la domiciliazione dei prodotti, sono sempre quelli di diritto estero a riversitire il ruolo di primo piano con un incasso di 1,6 miliardi (11,4 da inizio anno), mentre per i prodotti tricolore il segno è negativo per 360 milioni (-10,8 miliardi da gennaio). Il patrimonio dei prodotti esteri pesa sempre di più sulle masse gestite complessivamente dai fondi: 76,8 per cento.

I gruppi

Tra i protagonosti del settore è ancora il gruppo Intesa Sanpaolo a mettersi in evidenza con una raccolta netta positiva per 2,1 miliardi (1,2 miliardi da Eurizone e 886 milioni da Fideuram). È il dato migliore del settore seguito a una certa distanza da Poste Italiane con 1,4 miliardi. Positivi anche se nettamente più distanti i dati di Bnp Paribas (706 milioni attraverso i mandati istituzionali), Mediobanca (514 milioni ai quali i mandati hanno contribuito per 441 milioni e i fondi per 205), Ubs Asset Management (490 milioni), Generali (368 milioni) , Amundi (265 milioni) e Pramerca (232 milioni). Conti i rosso, invece, per Anima Holding (-1,5 miliardi), Kairos (-576 milioni), Schroders (-564 miliardi) e Franklin Templeton (-242 milioni).

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25 Dicembre 2019
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