Eurogruppo, accordo base sul Mes. Ancora confronto sull’unione bancaria

Il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno ha annunciato che i ministri finanziari hanno raggiunto “un accordo di principio” sulla riforma del trattato del Meccanismo europeo di stabilita’ e che si aspetta “la firma entro il primo trimestre 2020″. Tuttavia sull’unione bancaria il negoziato tra i ministri finanziari “continuerà nei prossimi mesi”. Infatti, non c’e’ stato accordo sulla ‘roadmap’, cioe’ sulla lista di tutti gli aspetti dell’unione bancaria sui quali dovrà essere trovato un accordo.

Le divisioni tra i governi su questo sono ancora profonde. Di questo “pacchetto” fa parte il regime europeo di garanzia dei depositi bancari. Secondo quanto riporta l’agenzia Radiocor, Centeno ha aggiunto che l’accordo di principio “riguarda tutti gli elementi della riforma” del Mes, comprese le “note esplicative” sulle clausole di azione collettiva. Ieri il ministro dell’economia Roberto Gualtieri aveva indicato di essere riuscito a strappare la possibilità per i Paesi che lo vorranno di ricorrere alla sub-aggregazione dei titoli pubblici ai fini dell’operazione eventuale di ristrutturazione del debito. In sostanza si tratta di rallentare la facilitazione della ristrutturazione del debito. Centeno ha poi detto che su molti elementi sono ‘necessari ulteriori discussioni a livello tecnico’.

Se ne occupera’ ancora l’Eurogruppo a gennaio. Successivamente il testo della trattato emendato sara’ tradotto nelle lingue ufficiali della Ue nel primo semestre e nel secondo semestre sara’ ratificato.  L’accordo di principio, ha indicato Centeno, comprende anche gli orientamenti per il paracadute finanziario di ultima istanza per la risoluzione delle banche (backstop), per l’assistenza finanziaria cautelativa e i termini di riferimento, piu’ una nota esplicativa per le clausole di azione collettiva fondata su un voto unico dei detentori di obbligazioni pubbliche che dovessero essere soggette a ristrutturazione. Questo e’ stato uno dei punti piu’ difficili del negoziato. Inoltre l’Eurogruppo ha concordato di includere il limite nominale del ”backstop comune che e’ per il limite assoluto che il Mes puo’ prestare al Fondo di risoluzione unico: 68 miliardi di euro. E le modalita’ di introduzione anticipata del ‘backstop’. Ma non tutto e’ stato definito: restano aperte questioni di natura legale (la richiesta francese di inserire il ‘regolamento’ delle Cacs nel trattato) e altre che ‘richiedono ulteriori chiarificazioni’, ha detto Centeno.

Tra queste il livello di informazioni tra il Mes e l’European Systemic Board, sollevato dalla Germania. Sul Sistema europeo di garanzia dei depositi bancari Centeno ha fatto capire che il documento tecnico del Gruppo di alto livello che se ne occupa fa parte delle discussioni dei ministri: ‘C’e’ ampio riconoscimento che contiene elementi importanti per il rafforzamento dell’unione bancaria’, ha detto aggiungendo che ‘oltre alla graduale introduzione di un sistema europeo di assicurazione dei depositi, il rapporto tocca diversi elementi che sono davvero di vasta portata. Non sono ancora maturi per l’approvazione o una discussione approfondita a livello di ministri’.

Sul bilancio Eurozona non ci sono novita’: e’ ancora sotto negoziato in parallelo con il negoziato sul bilancio Ue 2021-2027. Sulle clausole di azione collettiva, spiegano fonti Ue, non e’ stato messo in discussione il passaggio dal modello ‘dual limb’ al modello ‘single limb’ (che restera’ nel testo del trattato emendato). In sostanza si tratta del passaggio dal doppio voto al voto unico dei detentori di titoli sovrani sottoposti a ristrutturazione. Sono le clausole contrattuali che consentono di aggregare tutti i titoli del debito pubblico e ristrutturarli con un solo voto dei creditori il che facilita – o rende meno difficile – il taglio del valore dei titoli. Sarebbero introdotte su tutti i nuovi titoli con scadenza superiore all’anno dal 2022. 

Il ministro Gualtieri ha gia’ giudicato positivo il riconoscimento di “un meccanismo che rende le cosiddette ‘single lib cacs’ piu’ simili alle ‘double limb”. Sara’ possibile la sub-aggregazione dei titoli in base alla quale il voto (sull’adesione alla ristrutturazione) potra’ avvenire per gruppi aggregati per differenziare le posizioni dei diversi obbligazionisti. In sostanza, non e’ stato in discussione il principio del passaggio al ‘single limb’, ma si prevedono una serie di condizioni per applicarlo con un certo margine di flessibilita’. Si tratta di una chiarificazione importante per l’Italia. Fonti Ue informate sull’andamento della riunione dell’Eurogruppo hanno spiegato che non si tratta ne’ ‘flessibilita” ne’ di ‘discrezionalita”, preferendo parlare di ‘interpretazione’. La sostanza e’ che di questo si tratta. 

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6 Dicembre 2019
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