Credit Suisse in controtendenza: utili oltre le attese

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Il gruppo annuncia una nuova aggregazione delle unità che toccherà soprattutto l’investment banking e conferma gli obiettivi di risparmio

di Lino Terlizzi

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(REUTERS)

Il gruppo annuncia una nuova aggregazione delle unità che toccherà soprattutto l’investment banking e conferma gli obiettivi di risparmio

2′ di lettura

Credit Suisse sorprende la maggior parte degli analisti con un utile netto trimestrale superiore alle attese, annuncia una nuova aggregazione delle unità che toccherà soprattutto l’investment banking, conferma gli obiettivi di risparmio. Molti riflettori della piazza svizzera erano puntati su quello che è il secondo gruppo bancario elvetico per dimensioni, alle spalle di Ubs, e il vertice di Credit Suisse ha fornito in effetti cifre per alcuni aspetti inattese e annunci sui nuovi assetti dei suoi rami di attività.
L’utile netto nel secondo trimestre di quest’anno è stato di 1,16 miliardi di franchi (1,08 miliardi di euro), il 24% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il profitto netto per l’intero primo semestre 2020 è di 2,47 miliardi di franchi (2,3 miliardi di euro), il 47% in più in rapporto a dodici mesi prima. I ricavi nel secondo trimestre sono stati pari a 6,19 miliardi di franchi (+11%) e a 11,97 miliardi di franchi nel primo semestre (+9%). “In un contesto di mercato volatile abbiamo ottenuto un forte risultato”, ha affermato Thomas Gottstein, chief executive officer dal febbraio di quest’anno.

Per quel che riguarda le prospettive, la banca rossocrociata ha indicato che continua ad esser difficile giudicare l’ampiezza degli effetti economici negativi del coronavirus e dunque l’andamento della ripresa economica. Il gruppo ha affermato di essere comunque ben messo in vista di ulteriori potenziali rischi e di elevate incertezze geopolitiche.Credit Suisse ha una presenza globale nella gestione di patrimoni privati e istituzionali (business centrale per il gruppo) e nell’investment banking, mentre per il retail banking ha una tradizionale presenza solo sul mercato svizzero.

Dal primo agosto il gruppo avrà una divisione dedicata all’investment banking, che raggrupperà i segmenti Global Markets, Investment Banking & Capital Markets, Apac Markets, Global Trade Solutions. Il ceo Thomas Gottstein guida quindi su questo versante un ritorno a un investment banking complessivo, superando la ripartizione delle attività decisa dal suo predecessore, Tidjane Thiam. La nuova organizzazione prevede anche una carica di chief risk and compliance office (crco) per il gruppo, che sarà affidata a Lara Werner, inoltre la nuova funzione Sustainability, Research and Investment Solutions sarà integrata nella direzione generale.Per quel che concerne i costi, il gruppo intende ottenere un risparmio annuo pari a 400 milioni di franchi, a partire dal 2022, da destinare alla crescita. La riduzione dei posti di lavoro causata dalla riorganizzazione delle strutture sarà “molto limitata” secondo quanto ha affermato il ceo Gottstein.

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30 Luglio 2020
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