Borse poco mosse dopo il primo ok all’impeachment per Trump – Repubblica.it

MILANO – Ore 15:40. Le Borse europee procedono deboli, all’indomani del voto favorevole della Camera Usa all’impeachment per il presidente Trump. Gli investitori accolgono la decisione comunque con moderata sorpresa vista l’ampia maggioranza di cui gode il Partito democratico in quel ramo del Congresso. Sullo sfondo, dopo l’intesa annunciata venerdì, si attendono di conoscere i dettagli dell’accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina. Pechino intanto ha pubblicato una lista di prodotti che saranno esclusi per un anno da tariffe aggiuntive a partire dal 26 dicembre prossimo. L’elenco è composto da sei categorie di prodotti chimici, tra cui la paraffina.

In Europa gli indici si muovono in ordine sparsi, Milano sale dello 0,11%, nonostante il balzo di Nexi dopo l’ufficializzazione dell’ingresso massiccio di Intesa Sanpaolo. Contrastate le altre: Londra sale dello 0,25%, Francoforte cede lo 0,38% mentre Parigi cala dello 0,07%. In Asia i listini si sono orientati negativamente con Tokyo che ha chiuso in calo dello 0,29% dopo le indicazioni della Banca del Giappone (Boj), che ha lasciato la politica monetaria invariata. Apertura positiva per Wall Street: Il Dow Jones guadagna lo 0,17% e il Nasdaq dello 0,21%.

L’euro è in lieve rialzo: la moneta europea passa di mano a 1,1129 dollari e 121,95 yen. Il cambio Dollaro/yen sale invece a 109,58.Poco mosso lo spread: il differenziale Btp/Bund si posiziona a 158 punti con il rendimento del titolo decennale all’1,33%.

Tra i dati di giornata, l’Istat registra un “un lieve segale di ripresa” per i prezzi delle case, in crescita nel terzo trimestre dello 0,4% su base annua.  Forte incremento invece delle ore di cassa integrazione autorizzate dall’Inps: il dato è salito a novembre a 30,9 milioni di ore (+19,5% rispetto a ottobre). Negli Usa delude l’andamento dei sussidi per la disoccupazione che scendono soltanto di 18 mila unità a quota 234 mila (gli analisti scommettevano su un calo fino a 225 mila). Inferiore alle aspettative anche il calo a 0,3 punti dell’indice della Fed di Philadelphia.

Petrolio in lieve rialzo in mattinata. I contratti sul Wti con scadenza a gennaio salgono di 5 cent a 60,98 dollari mentre quelli sul Brent avanzano di 8 cent a 66,25 dollari.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA

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19 Dicembre 2019
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