Borse in lieve rialzo, Wall Street positiva con la conferma del dato sulla crescita – Repubblica.it

MILANO – Ore 17. Le Borse europee si rafforzano dopo una mattinata debole. Milano è la migliore e sale dell’1,04% con Telecom ed Enel tra le migliori del listino. Fanno bene anche le altre: Francoforte dello 0,73% e Parigi cresce dello 0,69%. Poco mossa Londra, che è poco sopra la parità. I listini beneficiano anche del sostegno di Wall Street, che dopo i record di ieri oggi prosegue ancora in positivo, confrotata anche dalla conferma del dato sul Pil americano del terzo trimestre, cresciuto del 2,1%. Verso la chiusura delle Borse europee il Dow Jones sale dello 0,34% e il Nasdaq cresce dello 0,35%. Sulla sponda asiatica chiusura in calo per Tokyo, che termina gli scambi a -0,2%.

Tra le valute l’euro è in lieve calo e scende sotto quota 1,11 dolalri a a1,1087. Continua invece il calo della sterlina. Dopo essere schizzata fino a quota 1,35 dollari dopo l’elezioni della scorsa settimana la moneta britannica oggi è scambiata a 1,306 dollari.

Lo spread italiano si mantiene in coda alla classifica in Europa. Dopo il sorpasso greco della scorsa settimana, il nostro Paese è quello che registra il differenziale di rendimento più ampio tra i titoli di Stato decennali e gli omologhi tedeschi. Nel pomeriggio lo scarto è di 164 punti, con il rendimento del nostro Btp a 10 anni dell’1,379%.

Tra i dati macroeconomici, spicca il netto miglioramento del clima di fiducia di imprese e consumatori rilavto a dicembre dall’Istat. L’indice sale da 99,2 a 100,7 per le imprese  e da 108,6 a 110,8 per i consumatori.
L’indice dei consumatori “recupera parzialmente la caduta” di novembre, scrive l’Istat, con opinioni su situazione economica dell’Italia e situazione personale in “deciso miglioramento”.

Sempre l’istituto di statistica ha diffuso anche l’aggiornamento sul commercio estero extra Ue del nostro Paese, con il surplus che è cresicuto a dicembre 2018 a 4.164 milioni, in aumento rispetto a 3.253 milioni di novembre 2018. Da inizio anno aumenta l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (da 61.400 milioni di gennaio-novembre 2018 a 66.681 milioni di gennaio-novembre 2019).

Tra le commodities, si indeboliscono le quotazioni del petrolio con i prezzi del Wti di riferimento che scendono a 60,41 dollari al barile mentre il Brent scende di 41 cent a 66,13 dollari.

 

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA

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20 Dicembre 2019
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