Borse europee in calo, allarme Fitch sulI’Italia: “Governo a rischio” – Repubblica.it

MILANO – Le Borse europee terminano gli scambi in calo.  Milano si ferma a -0,28%, Londra cede lo 0,7% e Francoforte lo 0,65%. Si “salva” solo Parigi che chiude con un guadagno frazionale dello 0,03%. A Piazza Affari grande protagonista Moncler, sulla scia delle indiscrezioni diffuse da Bloomberg di un possibile interessamento da parte di Kering. In calo invece Fca, sull’indagine dell’Agenzia delle Entrate sulla possibile sottovalutazione di Chrysler nel 2014 che potrebbe portarla a pagare al fisco fino a 1,5 miliardi di euro.Dopo una partenza positiva inverte la rotta Wall Street: con i tre principali indici in calo frazionale.Buon clima invece sulla sponda asiatica dove Tokyo ha concluso gli scambi in rialzo dello 0,71%, forte anche di un maxi piano di stimoli fiscali del governo di sostegno all’economia nipponica.

Sul fronte domestico si registra invece l’intervento di Fitch, che intravede rischi per la tenuta del governo dopo le frequenti tensioni tra Pd e Movimento 5 Stelle. “Le discussioni sulla legge di bilancio per il 2020 hanno messo in evidenza le tensioni tra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico. Il complesso rapporto tra i due partiti rappresenta un rischio per la durata del governo fino alla fine della legislatura”, si legge nel capitolo dedicato all’Italia all’interno del Global Economic Outlook. L’agenzia di rating ha anche alzato l’outlook delle banche italiane a stabile da negativo, riportandolo dove si trovava sino al 2017, dopo che ieri un giudizio positivo sugli istituti era arrivato da Moody’s.

Chiusura in rialzo per lo spread, con il differenziale Btp/Bund che si ferma a 166 punti base e il rendimento del titolo decennale all’1,36%. Si rafforza anche l’euro:  la moneta europea passa di mano a 1,1097 dollari e 120,64 yen.

Tra i dati macroeconomici nuova battuta di arresto per l’industria tedesca, con gli ordini che hanno registrato a ottobre una flessione dello 0,4% dopo il rimbalzo dell’1,5% di settembre. Lo ha riferito l’Ufficio federale di statistica, Destatis. Un dato, questo, peggior delle stime degli analisti che prevedevano un livello di ordini in calo solo dello 0,3%. Inoltre, escludendo i grandi contratti, come gli aerei, il calo è ancora più marcato (-1,4%).

Quotazione del petrolio in lieve rialzo mentre è ancora in corso il vertice Opec da cui è atteso un nuovo prolungamento dei tagli alla produzione.  Il future gennaio sul Wti sale dello 0,8% a 58,9 dollari al barile, mentre la consegna febbraio sul Brent cresce dell’1,2% a 63,7 dollari.
 

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA

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6 Dicembre 2019
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