Bari, Sos al Fondo interbancario Primo intervento entro l’anno

LA POPOLARE IN PANNE

Entro dicembre la presentazione del piano per mettere in sicurezza l’istituto

di Luca Davi

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(IMAGOECONOMICA)

2′ di lettura

La richiesta di aiuto lanciata da Banca Popolare di Bari è arrivata sul tavolo del Fondo interbancario. Ieri il veicolo che rappresenta il sistema creditizio italiano ha esaminato un’informativa inviata dal Cda della popolare pugliese, contenente una prima «istanza»: in essa, Pop.Bari presentava la situazione di difficoltà e la necessità di un intervento a supporto. Le cifre definitive ancora non ci sono ma, come anticipato nei giorni scorsi, si parla di un fabbisogno complessivo nell’intorno di un miliardo di euro. Somma indispensabile per mettere in sicurezza la banca ed evitare il rischio di liquidazione, anche se è realistico che alla fine il vuoto da colmare si riveli anche superiore.

Di certo bisogna fare in fretta. Entro l’anno serve un primo intervento d’emergenza da parte del Fitd, per una cifra compresa tra i 100 e 150 milioni, per riportare in equilibrio i ratio patrimoniali della banca guidata da Vincenzo De Bustis. In quale forma questi soldi possano entrare nelle casse baresi è ancora da capire. Un’ipotesi esaminata informalmente dai vertici delle banche aderenti al Fitd è di sottoscrivere un bond subordinato. Tuttavia l’idea di avere in mano uno strumento assimilabile al capitale (e destinato inevitabilmente alla conversione) non piace alle banche socie, quanto meno per motivi contabili. Cosìl’idea che si sta facendo strada è di conferire questa somma in cambio di una garanzia su attivi o tramite una cartolarizzazione sintetica. Se ne capirà qualcosa di più nei prossimi giorni.

Per ora, il Fitd rimane in allerta, pronto ad entrare in campo (suo malgrado), vista anche la necessità di perseguire il “minor onere” tra il rimborso dei depositi protetti (circa 8 miliardi) in caso di crack e i costi della ricapitalizzazione. Qualsiasi intervento dal Fitd è comunque subordinato alla presentazione di un piano industriale dettagliato, che contenga le proiezioni di tutte le voci di ricavi e costo, esuberi, in una prospettiva stand-alone. Il Fitd è in pre-allerta per la convocazione di un board nella seconda metà di dicembre. In agenda, già fissato da tempo, c’è un consiglio per il 18 dicembre, ma la data verrà spostata qualora necessario per visionare il piano da parte di Popolare.

L’altra gamba fondamentale del piano di salvataggio voluto da governo, Mef e Bankitalia, è rappresentata dall’intervento di Mediocredito, con cui le interlocuzioni sono in corso, come confermato dalla stessa banca. Mcc rappresenta l’indispensabile partner industriale del Fitd, il quale per statuto non può assumere il controllo di una banca in maniera stabile e duratura. D’altra parte Mcc, società controllata da Invitalia, va ricapitalizzata. E per farlo però serve una norma ad hoc che dovrà passare in parlamento.

Altro tassello ancora tutto da verificare è la praticabilità della misura, prevista dal Dl Crescita, che permette di trasformare le attività fiscali differite (Dta) in crediti d’imposta. La misura potrebbe “generare” fino a mezzo miliardo di euro di patrimonio in più per Pop. Bari ma Bruxelles non sembra favorevole ad approvarla, considerandola potenziale aiuto di Stato.

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8 Dicembre 2019
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