Banco Bpm e Creval, corrono i conti dei primi nove mesi

bilanci bancari

I due istituti sono accomunati appunto da un’accelerazione della redditività in questi primi nove mesi di un anno piuttosto complesso per le banche italiane, impegnate a districarsi fra tassi di interesse in caduta e un panorama macroeconomico tutt’altro che brillante

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Pieno di utili per Banco Bpm e Creval, due realtà con una storia recente differente, ma accomunate appunto da un’accelerazione della redditività in questi primi nove mesi di un anno piuttosto complesso per le banche italiane, impegnate a districarsi fra tassi di interesse in caduta e un panorama macroeconomico tutt’altro che brillante per il nostro Paese: due elementi che di per sé incidono in modo significativo sulla capacità di fare margine per gli istituti di credito italiani.

Terzo trimestre in frenata, ma sopra le attese per Banco Bpm
Banco Bpm ha chiuso i primi nove mesi del 2019 con un utile netto di 686 milioni, in crescita del 30,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Va detto però che il dato beneficia delle plusvalenze, contabilizzate nel secondo trimestre, legate al riassetto del credito al consumo e alla partnership con Credito Fondiario sul recupero degli Npl. Nel solo terzo trimestre i profitti sono infatti scesi del 45,7% su base annua a 93,3 milioni, superando comunque le attese del consensus, fermo a 81 milioni.

Risultati in linea con la distribuzione di un dividendo
Per l’intero esercizio 2019 Banco Bpm prevede che gli utili per azione calcolati in termini adjusted, ovvero «al netto delle componenti reddituali non ricorrenti», superino «i trenta centesimi di euro». Un dato, quest’ultimo che è «in linea con la possibile distribuzione di un dividendo». «L’attenzione operativa del gruppo nell’ultimo trimestre dell’esercizio – spiega il gruppo in una nota – resterà concentrata sulla gestione ordinaria, con focus particolare sul core business, mirando a trarre vantaggio dagli effetti derivanti dall’azione di derisking», mentre «Il dato complessivo dei proventi operativi, a meno di tensioni particolari che dovessero avere impatto sull’andamento dei mercati, non dovrebbe discostarsi significativamente dai valori registrati nei trimestri più recenti».

Per Creval «primi risultati tangibili» del nuovo piano industriale
Di tutt’altro tenore la vicenda del Creval, che nei primi nove mesi del 2019 ha triplicato l’utile a 33,4 milioni. Si tratta, in questo caso, di una classica storia di ristrutturazione per il gruppo valtellinese che, come ha sottolineato l’amministratore delegato, Luigi Lovaglio, nel terzo trimestre dell’anno ha «posto le basi per attuare nei tempi previsti il
piano industriale, raggiungendo al contempo i primi risultati
tangibili».

Verso un’accelerazione della cessione degli Npl
«La nostra rete di filiali sul territorio è motivata e focalizzata sul rafforzamento dell’attività commerciale: abbiamo lavorato per migliorare l’efficienza operativa, adottare una forte disciplina dei costi e garantire un’efficace capacità di gestione dei rischi», ha spiegato ancora il manager, aggiungendo che «grazie agli elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati», Creval sarà «in grado di accelerare sul fronte della cessione degli Npl prevista dal piano, anche in anticipo
rispetto al target di fine 2020».

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7 Novembre 2019
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